Regione Lombardia

Famiglia: le novità 2019

Pubblicato il 19 gennaio 2019 • Servizi , Sociale

Ecco le novità introdotte dalla recente legge di bilancio.

Congedo di maternità, possibilità di posticipare l’intero congedo a dopo la nascita.

Una delle principali novità introdotte dall’ultima legge di Bilancio 2019 per la famiglia è la possibilità per le donne in gravidanza di posticipare il congedo di maternità a dopo la nascita del figlio. Ciò significa che la futura mamma (con il parere favorevole del medico specialista del Servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato e del medico competente che attestino l’assenza di rischi per la mamma e il bambino) potrà richiedere di lavorare fino al nono mese di gravidanza e quindi utilizzare quindi tutti e cinque i mesi di congedo dopo la nascita del figlio.

Il nuovo sistema introduce un’ulteriore possibilità rispetto a quanto già previsto dal D.lgs 151/2001 (Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità), che sancisce l’obbligo per le lavoratrici di astenersi dal lavoro 1 mese prima del parto e di godere del congedo obbligatorio per i 4 mesi successivi, oppure di fruire di 2 mesi prima e 3 dopo, ma mai di zero mesi prima del parto.

Congedo di maternità, possibilità di posticipare l’intero congedo a dopo la nascita.

Una delle principali novità introdotte dall’ultima legge di Bilancio 2019 per la famiglia è la possibilità per le donne in gravidanza di posticipare il congedo di maternità a dopo la nascita del figlio. Ciò significa che la futura mamma (con il parere favorevole del medico specialista del Servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato e del medico competente che attestino l’assenza di rischi per la mamma e il bambino) potrà richiedere di lavorare fino al nono mese di gravidanza e quindi utilizzare quindi tutti e cinque i mesi di congedo dopo la nascita del figlio.

Il nuovo sistema introduce un’ulteriore possibilità rispetto a quanto già previsto dal D.lgs 151/2001 (Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità), che sancisce l’obbligo per le lavoratrici di astenersi dal lavoro 1 mese prima del parto e di godere del congedo obbligatorio per i 4 mesi successivi, oppure di fruire di 2 mesi prima e 3 dopo, ma mai di zero mesi prima del parto.

Congedo obbligatorio di paternità, aumenta a 5 giorni Congedo facoltativo, 1 giorno

Il congedo obbligatorio per i papà, introdotto in via sperimentale fino al 31/12/2018, viene confermato ed aumentato di un giorno, passando dai 4 giorni già introdotti per il 2018 a 5 giorni per i figli nati (o adottati o avuti in affido) a partire dal 1.1.2019.

Come previsto anche negli anni precedenti, il congedo può essere richiesto entro il quinto mese dalla nascita del bambino (o dall’ingresso in famiglia in caso di affidamenti o adozioni sia nazionali che internazionali).

Il congedo obbligatorio di paternità è un diritto autonomo del padre, aggiuntivo rispetto al congedo spettante alla madre, pertanto i giorni possono essere fruiti, anche in maniera non continuativa, sia contemporaneamente al congedo di maternità della madre lavoratrice, sia successivamente ad esso (purché entro il limite temporale dei 5 mesi predetti.)

Ai 5 giorni di congedo obbligatorio si aggiunge poi un ulteriore giorno di congedo facoltativo, da richiedere sempre entro i cinque mesi di vita del bambino (o dal suo ingresso in famiglia nel caso di adozione o affido) e utilizzabile se la madre rinuncia ad un giorno del proprio congedo di maternità.

Ulteriori informazioni ed istruzioni operative dettagliate saranno consultabili sul sito Inps (www.inps.it, al momento non ancora aggiornato).

Bonus bebè 2019

Si tratta di un contributo economico che riguarda le famiglie per i bambini nati o adottati o in affido preadottivo dal 1/1/2019. La misura, già presente anche negli anni scorsi, è stata riconfermata e leggermente modificata con l’ultima legge di Bilancio. L'assegno, erogato soltanto per il primo anno di vita o di ingresso in famiglia del figlio (e non più per i primi tre anni come succedeva fino al 2017) varia dagli 80 euro mensili (con ISEE inferiore ai 25.000 euro) ai 160 euro mensili (con ISEE inferiore a 7.000 euro). La novità 2019 è l’aumento del 20% dell’importo dell’assegno spettante per i figli successivi al primo nati sempre nel 2019 (pertanto gli importi passano rispettivamente a 96 e 192 euro).

Ulteriori informazioni e dettagli operativi saranno consultabili sul sito INPS (www.inps.it, ad oggi non ancora aggiornato).

Bonus asilo nido 2019

Diventa strutturale l’istituto del “Bonus nido” e passa da 1000 a 1500 euro per il triennio 2019-2021. Dal 2022 l’importo, in ogni caso non inferiore ai 1.000 euro, verrà definito con apposito decreto. Il bonus nido è un contributo erogato dall’Inps alle famiglie che ne fanno richiesta a fronte del pagamento delle rette di asili nido pubblici e privati e dell’assistenza a casa per i bambini al di sotto dei tre anni affetti da malattie croniche. Il bonus viene erogato con cadenza mensile al beneficiario che ha sostenuto il pagamento della retta del nido (in misura mai eccedente la retta stessa e al massimo per euro 136,36 mensili per 11 mensilità), o in unica soluzione in caso di supporto presso la propria abitazione per impossibilità del bambino a frequentare gli asili nido in ragione di una grave patologia cronica (certificata dal pediatra).

È importante evidenziare che le famiglie possono accedere al bonus asilo nido senza vincoli rispetto al livello di reddito ed all’indicatore Isee, pertanto esiste incompatibilità tra il bonus e la possibilità di detrazione fiscale per le spese sostenute per l’asilo nido. L’Inps eroga il bonus nel limite del plafond stanziato (300 milioni di euro per il 2019), secondo l’ordine di presentazione della domanda.

La domanda per il bonus può essere presentata:

• online all’INPS attraverso il servizio dedicato.

• tramite Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile;

• tramite enti di patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

Qualora il richiedente intenda fruire del beneficio per più figli sarà necessario presentare una domanda per ciascuno di essi.

Ulteriori informazioni sul sito INPS (Bonus asilo nido e forme di supporto presso la propria abitazione).